Comitato Turismo Sostenibile a Venezia

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Venezia 2/4/2015

Comitato per  “un Turismo Sostenibile a Venezia”

Turismo: da minaccia ad opportunità

Manifesto | Appello

A Venezia ci sono moltissimi comitati di cittadini, uno per ogni grande tema o piccola realtà, ma non ne esiste nessuno per la questione più saliente e determinante: la presenza di circa 27 milioni di turisti l’anno in città.

Negli ultimi anni nessuna amministrazione comunale ha preso in mano il problema, lasciando che il mercato si sviluppasse senza alcuna regola e quindi favorendo gli interessi di pochi.

La situazione attuale è insostenibile: la popolazione e le attività diverse dalla monocoltura turistica sono sempre più espulse. La stessa immagine di Venezia come città della bellezza e della quiete sta svanendo.

La tendenza del turismo mondiale e la globalizzazione ci avvisano che nei prossimi anni i flussi mordi e fuggi aumenteranno ancora. Possiamo continuare così?

I veneziani si lamentano da anni, molti rassegnati se ne vanno. Nessuno osa opporsi al dogma “più ce n’è meglio è”. Si è radicata l’idea che il fenomeno è esterno e ingovernabile.

Invece noi crediamo che si possa far coesistere l’esigenza di vivere di turismo con quella di vivere con il turismo, preservando la città e la qualità della vita dei suoi abitanti.

Per far questo è necessario controllare i flussi e avanzare la proposta di un limite agli ingressi in città, attraverso un numero programmato nella sua parte più aggredita. E promuovere un turismo di maggior qualità, oltre a comportare maggiori margini alla stessa economia e ricadute ad aspetti della vita cittadina (dal commercio alla mobilità, dai servizi alla cultura e residenzialità). Viceversa continuare a puntare sulla quantità appiattisce l’offerta verso il basso, portando Venezia a fagocitare se stessa come prodotto turistico perdendo ogni interesse anche verso il pubblico di amanti tradizionali della città. Un certo tipo di viaggiatore tenderà a non voler vedere un luogo senza una vita vera, e anch’esso ad essere espulso dal turista di massa che invece non bada alla scarsa qualità di quello che gli viene offerto. Questo processo finisce per consumare in modo irreparabile le molte risorse della città non riproducibili.

Turismo sostenibile sono due parole che a Venezia sembrano antitetiche e che hanno rappresentato sempre istanze contrapposte ma che invece devono dialogare, perchè ognuna ha ormai bisogno, per sopravvivere, dell’altra.

Per questo è indispensabile creare un gruppo che elabori e sostenga proposte innovative, serie e competenti da opporre alle solite inutili trovate del politico di turno, un comitato fatto anche da chi lavora o ha a che fare a vario titolo con il turismo, che sviluppi con la cittadinanza una discussione scientifica e non emozionale sul tema, un comitato che sia in grado di fare pressione sull’amministrazione locale e che ne diventi interlocutore.

I tanti no e lo scontro di fronti contrapposti hanno tenuto per troppo tempo la città ingessata, permettendo tutto a tutti senza alcuna regolazione, mitigazione, limitazione dei danni che il turismo di massa ha provocato, in maniera quasi irreversibile. Ora occorre essere propositivi e riorientare la direzione senza puntare a miraggi utopici o astratti, ma facendo scelte concrete, fattibili e condivise con chi amministra e con chi opera nel mercato (che in qualche modo ancora tiene in piedi l’economia cittadina).

Nello stesso tempo bisogna avviare politiche di riqualificazione dell’offerta soprattutto commerciale, diversificare e investire su settori alternativi e innovativi (cultura, ricerca, economia della conoscenza, digitale e verde etc) per trattenere e attrarre abitanti in città. Ma questo non si fa spegnendo un settore e accendendone un altro ma con un processo lento e graduale e scegliendo chiaramente un altro tipo di turismo.

Insomma il turismo deve essere valorizzato, messo a servizio della città intera, e deve essere il volano per altri settori e una risorsa con cui la città vive e prospera, non una minaccia da allontanare.   Una città con 27 milioni di turisti non può avere un buco di bilancio. Ma le azioni non possono solo essere mirate a fare cassa ma a rendere più agevole la convivenza tra residenti e turisti e ad attrarre un turista di maggior valore e più compatibile con la città.

La città sta diventando sempre più un non luogo, non vissuto se non in funzione del turismo, sta perdendo la sua secolare identità. L’indice di intensità turistica non è paragonabile con nessuna altra città al mondo, e la capacità di carico della città è stata superata da parecchio secondo tutti gli osservatori, non è più possibile mantenere la situazione inalterata e accogliere un numero crescente di visitatori in uno spazio limitato e delicato. Per la sopravvivenza stessa di Venezia come città vivibile, di Venezia come prodotto turistico e per l’immagine dell’Italia bisogna intervenire in modo drastico e oggi grazie anche alle tecnologie digitali è possibile gestire e amministrare i flussi turistici.

Per questo è necessario sviluppare la proposta di un limite con strumenti concreti per applicarlo. Che abbiamo illustrato qui www.flussiturismo.wordpress.com/proposta

Noi non vediamo nel limite una diminuzione delle potenzialità turistiche di Venezia, ma bensì il principio che porterà un cambiamento condiviso e vantaggioso per tutti, cittadini, operatori del settore e turisti.

Anzi il concetto di limite andrebbe applicato a vari aspetti del turismo come destinazioni d’uso, licenze, numero di navi e stazza, dimensioni e potenza barche a motori, etc. Proprio perché siamo in presenza di un paradosso di una domanda infinita e un offerta limitata. Insomma in una città delicata e particolare come Venezia, non deve valere la regola per cui se aumenta la domanda deve aumentare per forza l’offerta poiché andrebbe a scapito dell’ambiente e della vita cittadina. Viceversa è la domanda che deve adeguarsi a un’offerta di un luogo così particolare, e per fare questo va riorganizzato il sistema con un nuovo modello e un diverso approccio etico. Chi guadagna può accontentarsi di consolidare l’attuale condizione economica poichè altrimenti già si vede che a numeri crescenti non vi è più riscontro di crescenti guadagni.

Si Propone a tal fine un turismo sostenibile dal punto di vista ambientale e socio-economico, un turismo di qualità e culturale, privilegiando i turisti pernottanti a Venezia (sono il 25% ma rappresentano l’80% della spesa) rispetto ai giornalieri, gli individuali rispetto ai gruppi, favorendo i prodotti fatti a Venezia e che ne rispecchiano le caratteristiche, introdurre uno strumento per limitare i flussi di turisti verso la città storica, per riequilibrare il costo rispetto a chi ne ha i benefici, incamerare fondi necessari a preservare e manutenere la città, destagionalizzare, redistribuire la pressione, e anche diversificare i terminal di accesso, differenziare i mezzi pubblici, incentivare una fruizione diversa della città e più coerente con la sua natura. Sperando che anche le categorie economiche ci sostengano e che la prossima amministrazione provveda in tal senso.

La pressione turistica è diventata una minaccia e una criticità per la vita cittadina veneziana. L’amministrazione è stata carente nel governare l’afflusso turistico sproporzionato e incompatibile con una realtà come Venezia.

Per questo I cittadini, le associazioni, le categorie, la comunità internazionale, gli organismi a tutela del patrimonio storico-artistico, gli stessi turisti chiedono tutti a gran voce, un intervento pubblico di indirizzo e di regolamentazione. Venezia subisce da troppo tempo un turismo dannoso che l’ha ormai deteriorata, perciò ci facciamo portavoci di istanze e di proposte concrete per un turismo sostenibile.

Il comitato si costituisce a Castello presso la sede di Olivolo/Auser il 10/4/2015 h. 18,15,

I Soci (al momento a titolo personale rispetto alle associazioni che rappresentano)

soci fondatori (direttivo)

– MARCO SCURATI (portavoce/pres.)

– MARIAGRAZIA GAGLIARDI

– CECILIA TONON  (pres Ass. Masegni e Nizioletti)

I soci promotori:

– PIERANDREA GAGLIARDI

– MATTEO SECCHI (Pres.Venessia.com)

– ADRIANO DE VITA (pres. Ass.Faro Venezia)

– ANDREA GUSSO (pres. Ass.Garanzia Civica, + associazione)

– BARBARA PASTOR (coordinatore Forum Arsenale)

– JANE DA MOSTO (pres. Ass. Weareherevenice)

– MICHELE SAVORGNANO (pres. Ass. Spiazzi)

– FABIO MANZELLE (Pres. ass. Olivolo)

– GIANANDREA MENCINI

– GIULIANA DOMESTICI

– LUCIO SCARPA

– WALTER FANO

– GIANCARLO RENIER

– MASSIMILIANO SMERGHETTO

– ALESSANDRO RONCHIN

– GIGI GHIGI

– STEFANIA COLECCHIA

– LEA SALVADORI

Soci Sostenitori

– ROBERTO TERZI

– CESARE PERIS  (Ass. Calafati)

– MARCO CABERLOTTO

– VALERIA FINOCCHI

– LAURA VISENTIN

 ……..

Il nostro approccio sarà pratico e fattivo proponendo solo cose concretamente realizzabili, considerando la situazione attuale dell’economia Venezia non da posizioni ideologiche, preconcette o utopiche. Verranno elaborate proposte da presentate agli operatori/categorie, alla cittadinanza, ai media e agli amministratori, e verranno promossi accordi tra i suddetti.

Gli obiettivi del comitato sono:

  • Stimolare l’amministrazione pubblica a intraprendere azioni regolatorie e mitigatrici della eccessiva pressione turistica che la città subisce; e renderla compatibile con la vita dei cittadini residenti.
  • Promuovere le proposte: limitazione flussi turistici (allegato 2), mezzi dedicati per turisti, marchio di qualità dell’offerta, istituzione di un’agenzia per il turismo (DMO), sviluppare forme alternative al turismo di massa con segmenti compatibili con la città, coordinare gli eventi culturali,   presenti qui http://www.flussiturismo.wordpress.com/proposta
  • Divulgare informazione e conoscenza delle dinamiche del mercato turistico, promuovere una formazione agli operatori del mercato circa le caratteristiche della città e gli effetti del turismo, e sensibilizzare i turisti su una fruizione sostenibile della città.
  • Il turismo deve essere una risorsa per la città nel suo complesso, ovvero i benefici del turismo devono andare per l’intera città e ai suoi abitanti (gli interessi di pochi non devono prevalere a scapito del bene comune).
  • Far in modo che non si punti solo sulla quantità, ma si ponga maggiore attenzione a un turismo di qualità in modo che Venezia non deperisca come prodotto turistico. Affinche l’esperienza di visita sia di alto livello e che venga garantito il diritto a godere di Venezia anche per il futuro.
  • Far in modo che l’ambiente, i beni culturali e il diritto alla cittadinanza venga garantito anche alle generazioni future.
  • Che soddisfare i bisogni dei turisti significhi anche contempli le esigenze del luogo ospitante e dei suoi abitanti, che anzi ne migliori le opportunità di vita e di lavoro per il futuro, mantenendo l’integrità e l’identità del luogo
  • Affinchè la città non perda ma recuperi residenza, e il turismo sia una risorsa compatibile con essa.

L’importante è fare scelte condivise, mettendo d’accordo tutti sulla necessità di cambiamento anche con azioni di sensibilizzazione degli operatori sui rischi in modo che diventino consapevoli che questo è anche l’unico modo per garantire margini di profittabilità per il futuro, in modo da responsabilizzare tutti sulla necessità di forme di turismo sostenibili per Venezia.

Inizialmente il comitato propone 8 aree di proposte (allegato1), cui si aggiungeranno altre proposte mano a mano che ci saranno altri aderenti ed altre idee e l’attività del comitato si svilupperà.

Il turismo da minaccia diventerà un’opportunità per Venezia e potrà anche aiutare a risolvere problemi di bilancio incamerando nuove entrate anche dal turismo escursionista.

ALLEGATO 1

Cosa proponiamo 

Il Comitato opera affinchè venga finalmente attivata una governance del turismo in città, e che questa contempli sia gli interessi dello sviluppo economico e del lavoro che quelli dell’ambiente e della residenza, con proposte che mettano d’accordo tutti, in un equilibrio tra le diverse esigenze in modo che prevalga un fronte comune per un turismo sostenibile unica strada per una città delicata e particolare come Venezia.

  • Il comitato comprende persone di diversi ambiti in modo da avere una visione d’insieme dei problemi e delle soluzioni oltre ad esperti di turismo. Prevede condivisione ed elaborazione di proposte, si può aderire anche senza impegno di tempo solo condividendone l’appello / manifesto per supportare un turismo sostenibile a Venezia.

Il comitato costata che le passate amministrazioni non hanno governato il fenomeno o hanno fatto scelte inefficaci, (politiche di incentivi di prezzo non coercitive e che non includono servizi determinanti nella scelta del viaggio, come Venicecard, Veniceconnected, Veneziaunica etc) e inadeguate a gestire i crescenti flussi di visitatori escursionisti. Il turismo è stato lasciato al caso, al mercato e non pianificato.

  • Venezia può divenire da città simbolo del turismo di massa delle patacche, del caos incivile, a simbolo del turismo sostenibile che preserva e valorizza una cultura antica, un ambiente delicato a vantaggio dei suoi abitanti, dei suoi visitatori e delle generazioni future che potranno vivere della ricchezza creata dai loro predecessori senza consumarla e distruggerla. Incentivare attività di informazione su storia, arte, e civiltà veneziana presso gli addetti al settore turistico e di sensibilizzazione verso la comunità di viaggiatori.

–> 1° PROPOSTA: Auspichiamo un vero DMO (Destination Management organization)

Sempre più occorre una visione d’insieme su che tipo di città e che tipo di destinazione vuole essere Venezia, è quindi necessario un progetto strategico di marketing territoriale cittadino, elaborato da un’agenzia per il turismo (un vero DMO o club di prodotto), fatta da persone competenti del settore, che si occupi di stabilire un posizionamento, delle direttive e una comunicazione e delle regole condivise da far applicare tra soggetti pubblici e privati che operano nel settore turismo. Un vero Dmo che faccia da sistema anche per trattenere in città maggiori risorse economiche provenienti dal turismo oggi spesso appannaggio di entità estere.

–> 2° PROPOSTA: GESTIONE FLUSSI

à Le proposte citate nell’ultimo anno da vari personaggi pubblici sono considerate dal Comitato inefficaci, non realizzabili o al massimo servirebbero solo a far cassa, creando disagi agi attuali “utilizzatori della città”.

E’ ormai provato che Venezia non possa accogliere un numero illimitato di visitatori, e che un territorio con una monocultura turistica non sia sostenibile nel lungo periodo, infatti dopo una certa soglia di turismo si altera l’economia locale e si rischia il declino dell’attrattività turistica stessa (oltre una certa soglia ogni visitatore in più peggiora l’esperienza degli altri).

Le strategie per un turismo sostenibile a Venezia secondo noi dovrebbero essere impostate tenendo conto della teoria economica che mira a regolamentare situazioni con esternalità negative sull’ambiente, beni culturali e vita cittadina. Se il beneficio economico di pochi va a scapito di costi per l’intera comunità, e se la pressione su un luogo superi una certa soglia oltre la quale il danno diventa insopportabile e irreversibile l’unica soluzione è porre un limite quantitativo, cioè un vincolo all’eccesso di domanda (dato che l’offerta è limitata). Venezia è un’isola fragile e non si può allargarla né la si può sacrificare per il guadagno di pochi a tutti i costi, perché significherebbe svuotare ancor più la città dei suoi abitanti, danneggiare il prodotto turistico che fagocita sé stesso, compromettendo la stessa esperienza di visita (quindi le entrate di una maggioranza che vive di turismo), oltre a non garantire alle generazioni future il diritto alla città.

à Proponiamo un numero programmato cioè un numero massimo di visitatori giornaliero che non superi gli abitanti del centro storico, usando la piazza S.Marco come fattore limitante, dal momento che tutti i visitatori escursionisti hanno quella come meta obbligata, attraverso l’acquisto di un pass preventivamente presso tutti gli intermediari di Venezia.

In modo da redistribuire nel tempo e nello spazio gli eccessi di domanda di momenti dell’anno in cui Venezia rischia di essere sommersa, con risultato di aumentare i ricavi per ospite, maggior domanda in periodo di bassa stagione avrebbe l’effetto di non far flettere il prezzo verso il basso per gli operatori, (in pratica 100 domande inevase lo stesso giorno di alta stagione non fanno lievitare il prezzo di 100, mentre 100 domande in più in bassa stagione significano cento clienti in più).

Per tale proposta vedere: www.flussiturismo.wordpress.com/proposta o in sintesi allegato 2

à PROPOSTA: MOBILITA’ e MEZZI DEDICATI

L’altra parte più aggredita della città sono i mezzi pubblici e anche qui proponiamo un sistema di programmazione degli accessi, e l’istituzione di nuovi terminals e mezzi pubblici dedicati (tourist line) da prenotare prima per avere il posto garantito, evitare code e prezzi maggiorati. I servizi di trasporto sarebbero a loro volta il volano (il trigger) cui abbinare l’offerta dei principali attrattori culturali della città (oggi lungi dall’essere saturi), sempre da pre-vendere in bouquet via internet attraverso intermediari, nello stesso sistema dynamic packaging che vende il S.Marco Pass.

à 4° PROPOSTA : MARCHIO DI QUALITA’

Al fine di riqualificare l’offerta si dovrebbe introdurre un circuito che metta a sistema, e valorizzi l’enorme patrimonio di tradizione e qualità ancora presente in città, attraverso un marchio di qualità della “Venezia autentica” (made in Venice / Venezia Doc) gestito da un‘entità super partes, per incentivare prodotti di eccellenza più consoni a una città come Venezia.

à 5° PROPOSTA: COORDINAMENTO EVENTI CULTURALI

Proponiamo il coordinamento dei vari soggetti produttori ed espositori di eventi culturali, attraverso un unnica piattaforma come strumento di promozione/comunicazione dei vari eventi culturali presenti in città, in modo che il visitatore interessato possa orientarsi facilmente e decidere anche di visitare la città in funzione di tali eventi non necessariamente in alta stagione o nei luoghi più centrali.

à 6° PROPOSTA : INCENTIVARE NUOVI SEGMENTI

à Intraprendere azioni regolatrici per moderare gli effetti dannosi e favorire quelli virtuosi che determinando il declino o il successo di località turistiche e il loro ciclo di vita. Per es. va invertito il posizionamento di località di destinazione di massa, e poco redditizia, a favore di segmenti ancora non maturi e soprattutto compatibili e affini con la realtà veneziana. Ponendo azioni di limitazione della crescita incontrollata delle quantità a favore di sviluppo di segmenti e target che garantiscano un uso migliore e più remunerativo del territorio e anche lavori a valore aggiunto.

Ecco i 10 segmenti di turismo da sviluppare per Venezia :

  • Turismo culturale/artistico (bacino non saturo dei musei cittadini |meno del 10% dei visitatori fa tappa in almeno 1 museo), pluralità di siti di valore, mostre, ed eventi di arte contemporanea)
  • Turismo heritage storico/archeologico (enorme potenziale dell’Arsenale, forte Marghera e altri siti da rivalutare)
  • Turismo ambientale (laguna e isole, bellezze naturali uniche)
  • Turismo della marineria tradizionale (remi e vela)
  • Turismo giovane (Lido, Alberoni, Pellestrina),
  • Turismo congressuale (Lido),
  • Turismo Artigianale (tradizione di città emporio e della cultura materiale)
  • Turismo gastronomico (grande tradizione di prodotti tipici e unici)
  • Turismo letterario e cinematografico (luoghi del cinema e della letteratura, festival ed eventi correlati, workshop creativi, formazione, nuovi produzioni)
  • Turismo musicale (ideale per eventi open air o in siti speciali, vedi vari festival musicali e la storia di città luogo della musica)

 7° PROPOSTA

Il mercato e la domanda turistica sono sempre più sensibili alla tematiche della sostenibilità ambientale ed economico-sociale e sono disposti a pagare di più se il loro viaggio garantisce questi principi. Bisogna dunque creare le condizioni affinchè questo avvenga, con pratiche di sostenibilità più vantaggiose dal punto di vista economico e sociale per tutti (per es. filiera corta, incentivare forme di fornitura locali, aziende agricole a km zero giardini e orti comunitari locali etc) 

8° Proposta:

  • Arsenale come luogo di attrazione turistica di per sé, dato l’enorme valore storico, archeo-industriale, e di spazio della memoria e luogo simbolo della civiltà marittima veneziana. Idea di trasformare una parte come museo della storia della città, (piuttosto che luogo adibito a presidio militare)

 ALLEGATO 2

Per un’analisi della dimensione, delle dinamiche e un quadro interpretativo del mercato si fa riferimento agli articoli comparsi negli ultimi 4 anni:

http://www.luminosigiorni.it/author/marco-scurati https://flussiturismo.wordpress.com/

 Sintesi Proposta Flussi:

La soluzione da noi proposta sta nella declinazione del concetto di limite; imposto non a tutta la città bensì alla sua parte più aggredita dal “mordi e fuggi”, Piazza S.Marco. Secondo la teoria del fattore limitante, agendo sulla parte più piccola e facilmente controllabile si avrebbe un effetto sull’intera città. A tal fine bisognerebbe fissare un numero programmato per l’accesso all’area marciana (per es.l’equivalente degli abitanti della città storica), come filtro si userebbe la prenotazione un S.Marco pass (bar code check in) da acquistare con strumenti digitali a monte cioè nel momento della decisione di acquisto del viaggio a Venezia presso i siti internet degli intermediari di Venezia. Il turista giornaliero o l’agenzia per lui potrà verificare se c’è disponibilità rispetto al massimo di saturazione della Piazza, se non vi fosse posto la gran parte rinuncerebbe, rimanderebbe il viaggio, o visiterebbe altre zone, o dovrebbe comprare un biglietto a un museo della piazza o una card culturale per accedervi (gli obiettivi di sempre). L’ospite pernottante nel comune di Venezia pagando la city tax e ottenendo una ricevuta dalla struttura ricettiva avrebbe sempre garantito l’accesso alla Piazza con riconoscimento in radiofrequenza contact less, in corsie preferenziali fast pass. Lo stesso per i residenti (cittadini metropolitani), lavoratori, studenti, proprietari, affittuari regolari e tutti coloro che già contribuiscono all’economia cittadina, ma senza creare un disagio poiché tali categorie non frequentano abitualmente la piazza nella loro vita cittadina. La piazza stessa è facilmente controllabile a differenza dei vari accessi alla città.

Questa è una soluzione facilmente comprensibile dall’estero poiché nessuna città può ricevere in un giorno più del numero dei propri abitanti e verrebbe garantita uno spazio vitale per un’esperienza di visita soddisfacente. Inoltre è nei doveri di chi amministra nei momenti di emergenza prendere contromisure per la sicurezza e l’ordine pubblico di un luogo limitato e delicato come la Piazza. Oltre ai dettami della Costituzione circa la tutela del patrimonio ambientale e monumentale etc. 

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